La teoria del Cigno Nero: strategie di gestione del rischio

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Teoria del Cigno Nero

“Il Principe” di Machiavelli, “L’origine della specie” di Darwin, “L’arte della guerra” di Sun Tzu e “Dialogo sopra i massimi sistemi del mondo” di Galileo Galilei sono pietre miliari della scrittura che tutti conosciamo e che il Sunday Times ha inserito nella lista dei cinquanta libri che hanno cambiato il mondo.

Scorrendo l’elenco, tra i vari titoli troviamo il protagonista di questo mese: “Il cigno nero”, un saggio filosofico letterario scritto da Nassim Nicholas Taleb, filosofo, saggista ed ex trader di origine libanese, esperto di matematica finanziaria e teoria della probabilità e casualità.

L’espressione “cigno nero” è tratta dalle parole del poeta Giovenale quando accennava ad una “rara avis in terris, nigroque simillima cygno” – uccello raro sulla terra, quasi come un cigno nero. Attraverso la premessa che tutti i cigni sono bianchi, il saggista Taleb dimostra che l’asserzione resta valida, costituendo un presupposto della fauna anteriore al XVI secolo, fino a quando, in Australia, un gruppo di esploratori trova una baia popolata da cigni completamente neri, peraltro già menzionati dal poeta latino. Un evento incredibile e inaspettato per l’epoca.

 

La teoria del Cigno Nero

C’è nell’uomo la volontà di controllare ogni cosa. Da qui scaturisce l’illusione di poter dare un senso a tutto e l’incapacità che abbiamo di cogliere il determinante ruolo che nelle nostre vite ha il caso.

Taleb, con la teoria del cigno nero, ci dice invece, che è l’improbabile a governare e indirizzare l’umanità. Gli eventi rari e imprevisti, impossibili da calcolare con metodi scientifici anche nelle loro conseguenze, hanno una funzione decisiva nella storia. Le distorsioni psicologiche, poi, impediscono di fatto alle persone di cogliere l’incertezza e la grande portata di questi eventi rari.

La teoria del cigno nero, pertanto, è una metafora con la quale si indica un evento non previsto che ha effetti rilevanti sulla società, sull’economia e sulla finanza. Anzi, molte volte, è la finanza stessa ad anticipare – usando un termine tecnico “scontare” – quelli che verosimilmente saranno gli effetti sull’economia reale.

Negli ultimi 20 anni si possono segnalare almeno tre cigni neri che hanno profondamente scosso le fondamenta economiche, sociali e finanziarie a livello globale.

In ordine temporale, dal più lontano al più vicino, ricordiamo: l’attentato alle Torri Gemelle ha posto il mondo occidentale di fronte al fenomeno del terrorismo internazionale in tutta la sua gravità. La conseguente crisi, con l’esplosione della bolla finanziaria “Dotcom” e l’inizio della guerra in Iraq, è stata superata e archiviata grazie alle iniziative di intelligence intraprese dai vari governi e a norme stringenti introdotte per controllare gli spostamenti in aereo.

Il fallimento della banca d’affari americana Lehman Brothers ha quasi fatto sfiorare il corto circuito all’intero sistema finanziario. Tuttavia, gli sforzi eccezionali messi in campo dalle banche centrali hanno permesso di arrestarne la crisi e hanno gettato le basi per il più lungo ciclo di espansione del dopoguerra.

Il cigno nero più vicino a noi in ordine temporale: il Covid 19. Oltre ad aver stravolto la quotidianità di tutti, ha impattato violentemente sul mondo finanziario. Nel giro di tre settimane le borse mondiali hanno perso tra il 35 e il 40% del loro valore, “scontando” appunto tutti gli effetti che la pandemia avrebbe avuto sull’economia reale. Dopo i vari interventi delle banche centrali, i mercati hanno visto una ripresa senza precedenti, tenendo conto che i cieli sereni, da un punto di vista sanitario ed economico erano e sono ancora lontani.

Tre cigni neri causati da situazioni diverse tra loro, ma con un comune denominatore finanziario: in tutte le crisi i mercati finanziari hanno dapprima recuperato le perdite e successivamente registrato nuovi massimi storici.

 

Selezione Darwiniana

Di fronte a questi cigni neri talmente imprevedibili e significativi tanto da cambiare la storia dell’umanità, come si pone, cosa può fare il risparmiatore? A chi si relaziona con i mercati finanziari, Nassim Taleb indica chiaramente il percorso.

Poiché il rischio non può essere completamente evitato, il risparmiatore o l’investitore, anziché illudersi di neutralizzarlo, deve invece preoccuparsi e adattarsi per poterlo affrontare al meglio.

Anche in finanza vale la famosa regola darwiniana dell’evoluzione: “solo chi è capace di cambiare sopravvive”.

I mercati agiscono come veri e propri meccanismi di selezione, in modo simile a quanto accade all’ambiente in campo biologico. Non esistono più i BOT che rendono il 12%, il mattone non è più l’investimento sicuro di un tempo… Tutti questi cambiamenti hanno trasformato anche il modo di gestire i nostri risparmi e chi di noi avrà l’elasticità e la voglia di intraprendere nuove strade sopravviverà traendone giovamento.